Boxe - Una splendida Angela Carini argento mondiale per l’Italia

2019-10-13 19:44:30
Boxe - Una splendida Angela Carini argento mondiale per l’Italia
Pubblicato il 13 ottobre 2019 alle 19:44:30
Categoria: Boxe
Autore: Redazione Datasport

ULAN UTE. Grazie Angela, per tutte le emozioni che ci hai procurato e per lo splendido argento che porti a casa, orgoglio dell’Italia in rosa, dopo un mondiale che dire difficile è solo un eufemismo. In un contesto dove l’AIBA è praticamente nelle mani della Russia e il settore arbitri e giudici è allo sbando, arrivare in finale è stata impresa da fuoriclasse. Non ha centrato l’oro per una serie di situazioni che il c.t. Emy Renzini illustra: “Abbiamo deciso di far scendere Angela nei 64 kg. un mese prima dei mondiali. Era una scommessa rischiosa ma anche esaltante. La Carini è stata fantastica, nel giro di 15 giorni è tornata nella categoria che non frequentava dai tempi delle youth, tre anni fa, perdendo oltre 4 kg. in così poco tempo. Il miracolo è stato aver tenuto concentrazione e rendimento, disputando tre incontri in quattro giorni. Battendo avversarie toste come la Brown (Usa) e la Safronova (Kaz) che puntavano all’oro. Contro la cinese era stanchissima e solo l’orgoglio e la classe le hanno permesso di battersi quasi alla pari. Anche in questa occasione, contro la cinese Dou, unica a bissare il titolo 2018, mentre tre giudici hanno concesso giustamente la seconda ripresa ad Angela, Bielorussia e Australia hanno segnato 30-27 a conferma dell’incapacità a valutare serenamente l’andamento dei match”. In questo marasma, anche la Russia ha pagato le conseguenze, subendo un 3-2 ai danni della Vorontsova (57), atleta di casa, dando l’oro alla filippina Petecio, tutto fuori che una pugile. Un disonore per il pugilato. La neo iridata ha vinto quattro match dei cinque match disputati per 3-2, mostrando boxe da strada, tutte sventole che nessun arbitro ha rilevato. Per la cronaca la Petecio ai campionati asiatici è stata battuta dall’indiana Manisha 5-0, nelle eliminatorie.

Renzini fa gli elogi a tutta la squadra italiana: “A parte i verdetti scandalosi ai danni di Fadda, Bonatti e Severin, le altre sono state sconfitte da atlete giunte in finale. La Sorrentino, pur debuttante di 19 anni, ha impegnato la Huang (Taipei) giunta all’oro, la Canfora nei 69 kg. ha disputato un match serrato contro la turca Surmeneli che ha letteralmente distrutto la cinese Yang, che dopo aver battuto la ex detentrice Chen (Taipei) sembrava destinata all’oro. La Amato (60) dopo aver battuto l’argentina Sanchez che era testa di serie, ha trovato la Ellis (Usa) una rivale di grande talento, come ha dimostrato impegnando severamente la brasiliana Ferreira che ha poi vinto l’oro, dominando la cinese Wang in finale. Ricordando che abbiamo lasciato a casa Irma Testa (57) campionessa d’Europa, una che ha battuto la russa Vorontsova e l’inglese Artingstall, argento e bronzo mondiali. Intanto a Ulan Ute la Bonatti ha dimostrato di valere le migliori e la Severin di essere sulla buona strada, per farci una sorpresa per Tokyo. Tornando ad Angela, dopo il giusto riposo, stileremo un programma di lavoro per portarla ai 64 kg. senza forzare i tempi e allora tutte le avversarie conosceranno la vera fuoriclasse come aveva dimostrato da jr. e youth. Angela comunque a questi mondiali ha compiuto il salto di qualità intravvisto agli europei di Madrid. Niente male per una ragazza di 21 anni appena compiuti”.

Il problema arbitri e giudici è sempre più drammatico.

“Purtroppo è la cruda verità. Giudici incapaci e condizionati, arbitri che non sanno gestire il match. Non c’è stato un richiamo per le sventole. Ho visto la filippina Petecio e la turca Guneri impostare ogni match su quel colpo irregolare, eppure sono arrivate in finale. L’AIBA è allo sbando, ogni settore è una repubblica indipendente. C’è poi questo personaggio misterioso sempre nell’ombra che decide sui ricorsi, un potere pazzesco, usato a sua discrezione, finora messo a frutto solo dalla Russia, davvero drammatico. Mi auguro che Falcinelli faccia presente, non tanto per l’Italia ma per tutta l’Europa, una situazione pericolosa. Il CIO tiene sotto attenzione l’AIBA, che sembra non capire la situazione e il rischio che corre”.

La Russia come previsto ha raccolto il bottino più ricco, portando sul podio ben 6 atlete, vincendo tre ori con Paltceva (48), Abataeva (51) e Magomedalieva (81), un argento e due bronzi, contro un solo terzo posto del 2018. Il fattore campo ha fatto da veicolo trainante per ottenere diverse vittorie molto casalinghe. In particolate la Abataeva (51) contro la vietnamita Nguyan (verdetto cambiato), la Vorontsova sia nei quarti che in semifinale (Betrian e Lin Yu), per essere poi punita in finale dalla Petecio, meglio da tre giudici (Korea S., Australia e Irlanda) incapaci e spesso fuori verdetto. L’irlandese è pessimo anche come arbitro. La Dalgatova (69) pur dominata dalla Surmeneli, ha rischiato di entrare in finale, perdendo 3-2. Per la Russia due grandi delusioni, nei medi la Golovchenko, preferita alla Sharapova e nei +91, con la Tkachevam irriconoscibile. Tre ori non li vinceva dal 2014 a Jeju in Corea del Sud, uno dei quali con la Magomedalieva (+81), rispolverata agli europei di Madrid, che ha concesso un sontuoso bis a Ulan Ute a 31 anni, una ragazzina se confrontati ai 37 della Perkins (+81) che ha picchiato di brutto la cinese Yang, strafavorita, già oro nel 2014 e 2016 negli 81 kg. e oro uscente 2018, che sembrava fuori portata per tutte. Lo scorso anno avrebbe dovuto affrontare la Perkins in semifinale ma l’americana dovette dare forfait per infortunio. Stavolta la sfida c’è stata e per la cinese è risultato un disastro. Contata due volte ha rischiato di perdere prima del limite. Grazie alla Perkins gli Usa colgono l’oro, dopo aver perso in semifinale la Kreps (54) e la Ellis (60). Gli altri allori sono andati nei 54 kg.,alla Huang (Taipei) alta 1.80 dalle leve scimmiesche, che ha sostituito, battendola nella selezione locale, la Lin Yu oro 2018, riportando a Formosa il titolo iridato. Detto della Petecio (57), oro meritato per la brasiliana Ferreira, classe 1992, sul ring da tempo, esplosa a questi mondiali battendo favorite a non finire- Prima la russa Shadrina, poi la Ellis (Usa) e in finale la cinese Wang che proprio non si aspettava una capace di rubarle il tempo per tre riprese. La turca Surmeneli, 21 anni, bronzo europeo, ha centrato l’oro che non ti aspetti, contro l’ennesima cinese, la Yang, che si era sbarazzata della campionessa uscente Chen (Taipei) e non pensava di trovare la corrazzata turca, che entrava di forza nella guardia della cinese, impreparata a difendersi a corta distanza. Nei medi, dopo tanti tentativi falliti, l’olandese Fontijn (32 anni) ha trovato l’occasione per vincere l’oro, battendo la gallese Price in un match più di intenzioni che di pugni. Per la prima volta ben otto nazioni conquistano l’oro. Dopo Ulan Ute, la Russia nel medagliere allarga il vantaggio sulla Cina. Queste le prime dieci: Russia (24-10-26), Cina (19-15-16), India (9-8-19), Korea N. (8-7-9); Canada (8-1-9), Usa (7-9-22); Turchia (6-7-13); Irlanda (6-1-1), Kazakistan (5-4-7); Italia (4-4-3).

Giuliano Orlando

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